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Bitola
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mwfqBitola (mwfgin macedone Битолаmwfw?) localizzata nella parte sud-occidentale della mwgaMacedonia del Nord, è un centro amministrativo, culturale, economico, industriale, formativo e scientifico di rilevante importanza nella storia della Macedonia. È per numero d'abitanti la terza municipalità della mwgqMacedonia del Nord, preceduta solamente dalla capitale mwggSkopje e da mwgwKumanovo.
Contents
• Storia
• Cultura
• Società
• Località
• Sport
• Calcio
• Note
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Geografia
Bitola sorge nella parte occidentale della pianura di mwhwPelagonia, ed è attraversata in senso ovest-est dal torrente Dragor, affluente di sinistra del fiume Crna. Ad ovest della città si staglia il massiccio montuoso Baba con il monte Pelister. Bitola sorge mwja14 km a nord del valico Medžitlija-Níki, che segna la frontiera con la mwjgGrecia, e dista mwjw175 km dalla capitale della Macedonia del Nord, mwkaSkopje.
Etimologia
Il nome mwkwBitola derivo dall'antico slavo mwlaobitel (monastero), per via della presenza nella città di un complesso religioso. La prima menzione del nome Bitola venne fatta in un trattato dello zar bulgaro mwlqSamuele scritto nel mwlg1014. Nelle lingue slave odierne la città è conosciuta come mwlwBitola (Битола) in mwmamacedone, mwmqBitolj (Битољ) in mwmgserbo e mwmwBitolya (Битоля) in mwnabulgara. La variante mwnqarumena mwngBituli deriva anch'essa dal toponimo slavo. Nei testi bizantini il toponimo venne ellenizzato in mwnwVoutélion (mwoaΒουτέλιον) o mwoqVitólia (mwogΒιτώλια).
Storia
Nel mwrgIV secolo a.C., su iniziativa del re macedone mwrwFilippo II, venne costruita su una collina a sud dell'odierno insediamento la città di mwsamwsqEraclea Lincestide.
La città venne conquistata dagli Ottomani nel mwsw1382. Per via della sua importanza divenne capoluogo del mwtasangiaccato omonimo. Con la stabilizzazione definitiva della regione dopo la mwtqvittoria turca sui serbi a mwtgKosovo Polije nel mwtw1389, Manastir ne divenne il principale centro economico e commerciale. A causa della sua costante crescita economica sempre più immigrati, principalmente turchi, s'insediarono tra le sue mura. A partire dal mwuaXVI secolo poi, Manastir ospitò una fiorente comunità ebraica mwuqsefardita in fuga dall'mwugInquisizione spagnola e mwuwportoghese.
Dopo la mwvqguerra austro-turca Manastir entra in un periodo di crisi e stagnazione, mentre la popolazione scende a soli mwvg12000 abitanti. In questo periodo s'insedia in città una nuova comunità, quella mwvwarumena, dedita principalmente alla pastorizia transumante.
Nel XIX secolo la vita economica e culturale della città tornarono a risorgere. La ripresa e l'apertura di nuove attività artigianali garantì nuove opportunità lavorative alla popolazione, mentre i commercianti iniziarono a tessere relazioni economiche con i loro omologhi tedeschi, veneziani, inglesi e parigini. Venne inoltre aperta su iniziativa delle autorità ottomane un'accademia militare che fece affluire in città un gran numero di personale dell'esercito. Grazie a questi fattori la popolazione della città salì a mwwq40000 unità, dato che fece di Manastir la seconda città europea dell'Impero ottomano per abitanti, preceduta solamente da mwwgSalonicco.
Nel mwxa1836 Manastir divenne la capitale dell'mwxqEyalet di Rumelia, la grande provincia ottomana che occupava buona parte dei Balcani centrali. A causa della nascita dei vari nazionalismi balcanici e delle prime tensioni inter-etniche, gli mwxgeyalet vennero mwxwsmembrati in suddivisioni più piccole e meglio controllabili, chiamate mwyavilayet. Manastir divenne così capoluogo del mwyqvilayet omonimo nel mwyg1864. Nel mwyw1894 venne inaugurata la mwzaferrovia che univa la città al porto di mwzqSalonicco. La crescita economica e culturale della città spinse numerosi paesi europei ad aprirvi una sede consolare. Nel mwzg1903 i mwzwFratelli Manakis, di etnia arumena, girano a Manastir il primo film nella penisola balcanica.
Nel mwaq1908 a Manastir si svolse il congresso linguistico-scientifico panalbanese in occasione del quale fu riformato l'alfabeto moderno albanese basandolo sull'mwagalfabeto latino.
Nel corso della mwbaprima guerra balcanica Manastir venne occupata dalle truppe serbe. Il passaggio della città al mwbqRegno di Serbia venne ufficializzato con il mwbgtrattato di Bucarest del 1913 nonostante le rivendicazioni bulgare sulla città e sulla Macedonia. Durante la mwbwprima guerra mondiale Bitola venne occupata dall'esercito bulgaro a seguito della capitolazione della Serbia. Con l'apertura del mwcafronte macedone da parte dell'mwcqIntesa nell'ottobre mwcg1915, la città si ritrovò presto al centro di furiosi combattimenti. Dopo mwcwuna violenta offensiva, le truppe francesi del generale mwdaMaurice Sarrail conquistarono la città il mwdq18 novembre mwdg1916. Nonostante la conquista alleata, Bitola rimase sulla linea del fronte per i restanti due anni di guerra, determinando così il fatto che al termine del conflitto la città fosse pressoché distrutta.
Nel mwea1940 Bitola fu la prima città iugoslava ad essere attaccata dalle forze dell'Asse. In quell'anno infatti, sebbene la Iugoslavia non fosse in guerra con l'Italia, la città fu bombardata dalla mweqRegia aeronautica. L'anno seguente fu occupata dall'esercito bulgaro che deportò i circa mweg3000 ebrei che abitavano in città. Bitola fu liberata dai mwewpartigiani jugoslavi il mwfa4 novembre mwfq1944.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili
• Bagni Deboj
• Bazar coperto
• Resti di mwhaEraclea Lincestide
• Torre dell'orologio
• Vecchio bazar
Architetture religiose
• Chiesa di San Demetrio, cattedrale dell'mwigeparchia di Prespa-Pelagonia
• Moschea di Gazi Hajdar Kadi, progettata dall'architetto ottomano mwjqMimar Sinan;
• Moschea di Ishak Çelebi, costruita nel mwka1506, è la più grande di Bitola;
• mwkgMoschea nuova
• Moschea di Kodža Kadi
Cultura
La città ogni anno ospita il "Manaki film festival", in omaggio ai fratelli Milton e Janaki Manaki che all'inizio del 20 secolo hanno inaugurato lo studio dell'arte fotografica. Chiamato "il più grande dei piccoli festival", Manaki punta il suo focus non su attori o registi, come la maggior parte dei festival, ma su direttori della fotografia.
Nel 2003 vi vennero uniti i comuni di Bistrica e Capari.
A poca distanza dal centro cittadino sorge il sito archeologico di origine romana mwmaHeraclea Lyncestis.
Società
Località
Il comune di Bitola è formato dall'unione dell'omonima città più le seguenti 65 località:
Barešani, Bistrica, Bratin Dol, Brusnik, Bukovo, Capari, Crnobuki, Crnovec, Dihovo, Dolenci, Dolno Egri, Dolno Orizari, Dragarino, Dragožani, Dragoš, Drevenik, Gabalavci, Gopeš, Gorno Egri, Gorno Orizari, Graešnica, Gjavato, Kažani, Kanino, Karamani, Kišava, Kravari, Kremenica, Kukurečani, Krklino, Krstoar, Lavci, Lažec, Lera, Lisolaj, Logovardi, Lopatica, Magarevo, Malovište, Metimir, Medžitlija, Nižepole, Novo Zmirnovo, Ob lakovo, Oleveni, Optičari, Orehovo, Ostrec, Poeševo, Porodin, Ramna, Raštani, Rotino, Svinište, Sekirani, Snegovo, Sredno Egri, Staro Zmirnovo, Streževo, Srpci, Trn, Trnovo, Velušina, Žabeni, Zlokuḱani
Evoluzione demografica
La città conta circa mwow74 550 abitanti (censimento del mwpa2002).
La composizione etnica è profondamente varia:
• mwqaMacedoni: mwqq66 000 abitanti, circa l'88,5% della popolazione
• mwqwRom: mwra2 580 abitanti, circa il 3,46% del totale degli abitanti
• mwrgAlbanesi: 3,341 circa il 4,48%
• mwsaTurchi: mwsq1 562 abitanti, circa il 2,10%
• mwswValacchi: 997, circa l'1,34%
• mwtqSerbi: 500, circa lo 0,66%
Sport
Calcio
La squadra principale della città è il mwvqPelister Bitola, che disputa i suoi incontri interni nel Tumbe Kafe Stadium.
Amministrazione
Gemellaggi
Bitola è gemellata con:cite-ref-2[2]
• Rochdale (Australia), dal 1985
• Epinal, dal 1976
• Pleven, dal 1999
• Veliko Tărnovo, dal 2006
• Ningbo, dal 2014
• Fiume (Croazia), dal 2011
• Nižnij Novgorod, dal 2008
• Puškin (San Pietroburgo), dal 2005
• mw2qGornji Milanovac
• Pozarevac, dal 1976
• Stari Grad (Belgrado), dal 2006
• Kranj, dal 1976
• Trelleborg, dal 1981
• Bursa, dal 1995
• Kremenčuk, dal 2006
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mw7ahttps://www.britannica.com/place/Bitola
cite-note-22. ↑ mw8amw8qmw8gElenco città gemellate dal sito ufficiale, su mw8wbitola.gov.mk. mw9aURL consultato il 3 giugno 2020 mw9q(archiviato dall'mw9gurl originale il 7 agosto 2019).
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bitola
Collegamenti esterni